Clichés per la stampa a caldo

L’origine del cliché, detto anche punzone, un timbro per la stampa a caldo, è da ricercarsi nella pirografia.

La stampa a caldo su legno o pellame si realizzava con clichés metallici riscaldati che decoravano mediante “bruciatura”.

La tappa successiva nella stampa a caldo ha visto l’inserimento di una pellicola in similoro metallizzato o foil colorato tra il cliché riscaldato e il materiale da decorare ( stampa a caldo su legno, pellame o materie plastiche).

Una ulteriore evoluzione nella stampa a caldo per migliorare la qualità riproduttiva su materiali termoplastici, si è avuta con l’introduzione di clichés in gomma siliconica a fianco dei classici clichés in ottone e acciaio temperato per la stampa a caldo.

Con l’avvento di nuovi macchinari a controllo numerico nella produzione dei clichés, o punzoni, la stampa a caldo ha raggiunto livelli altissimi di precisione e definizione.

Clichés in Gomma siliconica

Adatte alle alte temperature, le gomme siliconiche utilizzate possono essere di differenti mescole e di varie durezze (da 35 a 92 shore)

Vulcanizziamo direttamente su supporto metallico, generalmente alluminio, ma a richiesta possiamo anche utilizzare supporti metallici diversi se compatibili col processo di vulcanizzazione.

Clichés in Acciaio temperato

Adatto, per la sua resistenza all’usura, alla decorazione di grandi serie di pezzi, l’acciaio temperato è indicato per stampare su superfici dure e talvolta, su altri materiali, per impressioni con effetto bassorilievo.

Clichés in Ottone

Con le stesse caratteristiche di uso ma più economico e meno resistente dell’acciaio, l’ottone viene utilizzato per quantitativi minori di pezzi.

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